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Martedì 07 Settembre 2010 | Online: 149 | Ultimo aggiornamento: 07/09/2010 17:16
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Parla Scarpata, Uilcem
Enel rete Gas, orario di lavoro insostenibile
Riposi non goduti e turni di reperibilità impossibili: a rischio la salute e la sicurezza dei lavoratori
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Ragusa - Il Distaccamento Enel Gas di Ragusa conta 16 unità, governate da un responsabile di territorio per una sottostruttura di 6 tecnici impiegati e di 9 operativi.

Ragusa, genera -per numero di operazioni effettuate, volumi di gas venduto e numero di utenti/clienti trattati- oltre il 60% del totale della produzione della Zona Sicilia, nonostante la disparità d’inquadramento -tra le varie unità operative- per omogenei livelli professionali, nonostante l’assenza di politiche retributive adeguate che lasciano solo l’amaro sapore di una professionalità dignitosamente acquisita e non giustamente ricompensata.

Anzi, Enel, a tutti i livelli di responsabilità, quasi nasconde l’efficienza degli addetti di Ragusa, anzi, Enel mette a tacere le voci che spingono a promuovere la capacità professionale degli addetti di Ragusa, o meglio, Enel si trincera dietro un silenzio inqualificabile, che indispone e non soddisfa questo sindacato e i lavoratori tutti. Lavoratori che continuano tuttavia a svolgere le proprie mansioni con carichi di attività oltremodo inadeguati e pesanti -vedi l’esercizio della “reperibilità”, operativa sette giorni su sette per 24 ore- e orari normali di lavoro, se così possiamo definirli, penalizzanti e rigidi, ove la non frazionabilità del godimento dei riposi, dettata dalla legge 133 del 2008, è praticamente una chimera.

«Oggi registriamo, con grande rammarico, l’ennesima negazione da parte di Enel Rete Gas di ogni forma di disponibilità al dialogo con le Organizzazioni Sindacali tutte. Sono stati disattesi, ancora una volta, gli impegni formali assunti in data 11 Febbraio 2010 per giungere alla definizione di un normale orario di lavoro e all’adeguamento degli inquadramenti connessi alla professionalità e all’impiego dei lavoratori in rapporto alle mansioni realmente svolte. È oltremodo chiaro che l’ambiguità organizzativa di Enel, metodologicamente arbitraria, a guida monolaterale, che non conosce regole, direttive e buone pratiche, mette seriamente a rischio la salute e la sicurezza degli addetti, in prima battuta, esponendoli anche a avvisi di diffida legale, da parte dell’utenza privata, per constatazioni d’impiantistica fuori norma (accertamenti negativi) riscontrate in campo, per inconcepibile conseguenza. È proprio il colmo di un otre già pieno di scorrettezze e continui sgarbi contrattuali per la collettività dei dipendenti -vedi il mancato rispetto del normale orario di lavoro e della modifica, unilaterale, dell’istituto della reperibilità- e che oggi tracima nella sfera privata del lavoratore, reo, quest’ultimo, di aver fatto sempre e comunque il proprio dovere. Ma pur di difendere la faccia e il nome e l’azienda, Enel mette alla gogna la privacy e l’incolumità degli addetti, esibendo l’anagrafica del proprio personale a corredo e a giustifica di normali lettere di risposta alle contestazioni, lato utenza, per mancato allacciamento o verifica impianto. Come se l’azienda che distribuisce e gestisce una buona fetta del gas naturale in Sicilia non fosse a conoscenza del corretto e disciplinato agire dei propri dipendenti, «tecnici specialisti» che operano in campo e “accertano” lo stato dell’opera, secondo disposizioni e procedure, certificate ed emesse dall’Autorità per l’energia e il gas, e recepite da Enel, naturalmente.

Seguitare a lavorare nel contesto della non regola e del non rispetto degli accordi non è più tollerabile. L’operato dei dipendenti Enel che prestano il loro servizio, disciplinatamente, deve essere affidato al rispetto degli accordi territoriali e alla disciplina di norme contrattuali ben definite. Se Enel rete gas ha intenzione di continuare ad agire sotto l'egida del libero arbitrio, che lo dica apertamente, senza tanti giri di silenzi o taciti convincimenti.

Pertanto, abbiamo chiesto un ulteriore e urgente incontro alla direzione di Enel Gas Sicilia, tramite il coordinamento regionale, prima di passare la mano a non più derogabili forme di protesta, che non escluderanno lo sciopero generale per gli addetti del distretto Sicilia».

Uilcem Segreteria Generale

Giuseppe Scarpata



Tags: Uilcem , giuseppe scarpata , enel rete gas , enel rete gas sicilia , enel rete gas ragusa ,

News letta: 1423 volte.

    - Redazione - RagusaNews.Com - 22:09 16/04/2010

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Commenti alla news: (2) Ordina commenti per:
concordo con deluso
si lamentano sempre i privilegiati e noi che non abbiamo tutele ce ne dobbiamo stare zitti per forza altrimenti ci licenziano. Il sindacato perchè non difende quelli come noi?
Postato da: deluso deluso il: 17/04/2010 19:20
mmmm..
..al posto di rompere le scatole, licenziatevi! vado io a lavorare all'enel alle stesse condizione! io lavoro per una piccola ditta privata, pensate che sia meglio?? facciamo cambio!
Uno dei problemi dei sindacati in italia è che pensano troppo alle grosse ditte e poco a noi che lavoriamo in piccole ditte. Un "piccolo" esempio su tutti: se a me mi licenziano nessuno mi paga la "cassa integrazione" ecc..
Saluti
Postato da: deluso il: 17/04/2010 12:30

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