Conosco Gianfranco dai tempi del Toulà. Negli anni 80' era un must sciare a Cortina.
E noi ogni anno andavamo a Cortina! Era facile imboscarsi tra le fila dei dipendenti e degli iscritti al Cral del Banco di Sicilia di Palermo e partire.
Settimana bianca gratis! Che bei ricordi. L'amore per i classici greci e latini portò Gianfranco a seguire Marcello, a Milano, lontano dalla Sicilia, lontano da Cortina, lontano da tutti e da tutto.
Da allora non l'ho più sentito.
È stato Ministro, Onorevole, Presidente. Quanta strada ha fatto il mio amico Gianfranco.
Chissà se custodisce ancora nell'armadio dei suoi ricordi le foto delle randellate in testa, condivise con i crani dei compagni della Figc di Palermo e beccate ad una manifestazione per uno sciopero dei metalmeccanici alla fine degli anni 70'.
Che giorni quelli, e che botte. Allora si era comunisti per il gusto di esserlo. Per la voglia di essere contro e basta. E Gianfranco era comunista, e contro. Degli anni trascorsi nelle umide stanze della sezione del partito è rimasto ben poco. Dal Gianfranco Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana ereditiamo un blog. I fatti. Stamane, interrogavo il motore di ricerca più molestato al mondo riguardo i moti siciliani del 1848, indipendentisti.
Salto a piè pari le minchiate di Wikipedia, scorro i primi venti risultati della query, mi blocco. Mi stava venendo quasi un infarto! Gianfranco Micciche: Rivoluzione Siciliana. Ma chi, Gianfranco il mio compagno? l'amico mio Miccichè?
Ho pensato, vuoi vedere che quel disgraziato vuole fare le scarpe al fratello di Fidel, a Cuba, nella corsa alla successione presidenziale? Vuoi vedere che Gianfranco è tornato a fare il comunista e ci vuole mettere il cappello a Castro? "per me, oggi, non c’è amore che superi quello per la Sicilia e i siciliani onesti, liberi, coraggiosi e sognatori. Adesso sono con voi per la sfida, dura ma possibile, contro i nemici della libertà e contro gli amanti degli affari loschi!". Questo è proprio un discorso alla Nazione!
Da Presidente di una Nazione, mi son detto. Questo è il discorso di Gianfranco ai cubani! Telefono al mio capo per farmi mandare a fare in culo in diretta e consolidare il fatto che fossi sveglio e che non stessi sognando.
Tutto regolare, ero sveglio. Gianfranco è il nuovo Presidente di Cuba! Posiziono il mouse sul link, 21 feb 2008 .. Dream? No, truth! , attendo due.. tre.. cinque secondi, non resisto, vado. Sono nel Blog del nuovo Presidente di Cuba! Leggo: "Per me sarà una fatica enorme ma sono convinto di potercela fare, anche da solo (si fa per dire)! Ho parlato con il Presidente Berlusconi..[..]". Siano lodati i Santi Silvio e Raffaele! Gianfranco è ancora qui con noi, in Sicilia! Gianfranco gioca a fare la "Rivoluzione delle Dodici Cariche" per il nuovo governo. "Tanti di voi non mi conoscono bene (ti conosciamo Gianfranco, ti conosciamo!), la cosa di cui potete stare certi è che avrò bisogno di tutti voi (non avevamo dubbi). Dobbiamo prometterci fermezza reciproca! Io prometto".
Devo ancora incontrare il Pres. Berlusconi, e mi farò convincere a fare qualcosa che possa aiutare il cuffarismo a sopravvivere. Questo è un sogno che non intendo abbandonare. Questo è quello che dirò al Presidente, sperando che poi tutti voi abbiate voglia di lottare con me. E ti pareva che non mettesse noi in mezzo. È il mio Gianfranco di sempre. 'O Siciliano Rivoluzionario!
Gentile Socrathe, la dottissima Santhippe, citando il Gattopardo, mi ha ricordato un’antica riflessione sulla sicilianità. La lunga “frequentazione letteraria” di un uomo straordinario quale fu Giuseppe Tomasi di Lampedusa, inevitabilmente mi ha esposto al contagio del suo pessimismo storico frutto della consapevolezza del tramonto di un’epoca e dell’avvento del nuovo rivestito di nulla. Il Principe, forte di un rigore logico, intravedeva per l’Isola, attraverso i bagliori di un ritrovato destino, una fine che si annunciava lenta, inesorabile. Per questo, rivolgendosi a padre Pirrone, affermava: “Viviamo in una realtà mobile”. Esortava quindi il gesuita ad adattarsi alle mutate realtà. Tomasi di Lampedusa aveva, così, tesaurizzato ed applicato la grande lezione di Lope de Vega che aveva scritto”la mayor discreción es acomodarse al tiempo”. Però il Principe mai si “adattò” al suo tempo. Troppo fiero ed onesto per prestarsi al basso machiavellismo che contraddistingueva il pensiero e l’azione della “nuova” e giovane aristocrazia siciliana, felicemente disegnata nella figura maliziosa e scaltra del nipote Tancredi. A lui Tomasi di Lampedusa affiderà il messaggio più terribile che sia stato lanciato nel novecento -e non solo nel novecento- al popolo siciliano, diventato poi la filosofia e la sintesi del potere: quel “cambiare qualcosa perché nulla cambi”. Lapidario e cinico. Tomasi fotografa spietatamente le due anime della Sicilia. La malinconica, rassegnata solitudine del popolo da una parte (paradossalmente impersonato da don Fabrizio che ne diventa coscienza) e dall’altra gli infiniti volti e le menzogne del potere in un equilibrio risicato e colpevole. E’ stata profezia, visione, l’analisi politico-storica offertaci dal Lampedusa? E’ stata una chiave di lettura per meglio comprendere, nell’attualità del presente, la complessità dell’anima siciliana? Non saprei rispondere. Il Principe preferisce un esilio esistenziale, che inevitabilmente risolverà la morte, alla proposta “nuova” di Chevalley, l’inviato dei “Piemontesi”. Per me é l’unica, onorevole, soluzione possibile. Come ha ottimamente citato la gentile Santhippe, nulla di nuovo sotto il sole e tutto resta disperatamente identico a come era prima. Rimangono i proclami, gli appelli, i toni sinistramente adulatori degli uomini di governo(la “nuova” aristocratica casta), si chiamino “miccichè, cuffaro o falconeri” che hanno tradito ripetutamente nel tempo i siciliani onesti, liberi e coraggiosi,rubando loro l’unica vera ricchezza sulla quale potevano contare: il sogno. A rileggerLa sempre insieme a Santhippe.
Postato da: Un uomo libero. il: 23/02/2008 22:58
I fatti
Apprendo con piacere che il blog che ereditiamo da Gianfranco presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana si chiama.."... . I fatti. ", che è perfettamente in linea con il motto del nostro amato leader on Cetto Laqualunque, espressione della politica moderna. " FATTIICAZZITO". Postato da: Ulisse il: 22/02/2008 14:40
Dico la mia
Miccichè delfino di Cuffaro...
Cuffaro, Miccichè, Lombardo, la magistrata pd Finocchiaro, ex comunista. ...sempre la stessa monnezza,
per cui purtroppo non è stato ancora inventato un termovalorizzatore! Posso capire tuttavia che voi siate entusiasta della carriera dell' "homo novus" vostro amico di sciate giovanili,
e mi stupisco della vostra meraviglia, addirittura a rischio di infarto, quando avete letto di lui e della sua rivoluzione siciliana,dato che credo che non vi fosse del tutto sconosciuto finora. Sulla sua 'rivoluzione' poi mi esprimo con le sagge parole del Gattopardo principe Salina:
Bisogna cambiare tutto perchè nulla cambi. E non venitemi a dire che cambierà qualcosa, l'on Miccichè mi pare in perfetto stile politico classico! Poi non lamentiamoci se le cose rimangono nel tempo immarcescibilmente uguali a se stesse, quando noi
per primi portiamo avanti uomini che hanno sempre la stessa mentalità. Se avessi un mio blog, qui ci metterei come sottofondo musicale 'Povera patria' di Battiato, vostro corregionale.
E concludo con le immortali parole della Bibbia:
NIENTE DI NUOVO SOTTO IL SOLE (Bibbia - Libro di Qoelet, figlio di Davide, re di Israele)
Niente di nuovo sotto il sole L'uomo si affatica e tribola per tutta una vita. Ma che cosa ci guadagna? Passa una generazione e ne viene un'altra; ma IL MONDO RESTA SEMPRE LO STESSO. Il sole sorge, il sole tramonta; si alza e corre verso il luogo da dove rispunterà di nuovo. Il vento soffia ora dal nord ora dal sud, gira e rigira, va e ritorna di nuovo. Tutti i fiumi vanno nel mare, ma il mare non è mai pieno. E l'acqua continua a scorrere dalle sorgenti dove nascono i fiumi. Tutte le cose sono in continuo movimento, non si finirebbe mai di elencarle. Eppure gli occhi non si stancano di vedere né gli orecchi di ascoltare. TUTTO CIO' CHE E' GIA' AVVENUTO ACCADRA' ANCORA; tutto ciò che è successo in passato succederà anche in futuro. Non c'è niente di nuovo sotto il sole. QUALCUNO FORSE DIRA' "GUARDA QUESTO E' NUOVO!". Invece quella cosa esisteva già molto tempo prima che noi nascessimo. NESSUNO SI RICORDA DELLE COSE PASSATE. Anche quello che succede oggi sarà presto dimenticato da quelli che verranno.
Inutile cercar di capire Io, Qoelet, sono stato re d'Israele e abitavo a Gerusalemme. Ho messo tutte le mie forze per indagare e scoprire il senso di tutto ciò che accade in questo mondo. Ma devo concludere che ogni sforzo è stato inutile. Dio ha dato agli uomini un compito troppo faticoso! Ho meditato su tutto quel che gli uomini fanno per arrivare alla conclusione che tutto il loro affannarsi è inutile. È come se andassero a caccia di vento. Non si può raddrizzare una cosa storta, né si può calcolare quello che non c'è. Ero convinto di essere molto sapiente, più di tutti quelli che prima di me hanno governato a Gerusalemme. Pensavo di possedere una sapienza straordinaria. Poi ho cercato di capire qual è la differenza tra il sapiente e lo stolto, tra chi è istruito e chi è ignorante. Ma ho concluso che in questa ricerca è come andare a caccia di vento.
Chi sa tante cose ha molti fastidi, chi ha una grande esperienza ha molte delusioni.
Presidente, ci tiene tutti col fiato sospeso! La Rivoluzione s’adda fa, ‘a terra è ‘a nosta e nun s’adda tuccà. Reminescenze borboniche a parte, ieri ho mandato una mail al suo indirizzo di posta elettronica, mi ha risposto Storace! Questo sta dappertutto. Dagli archivi anagrafici del Comune di Roma al database delle mail del nostro Presidente. Lo denunci al webmaster del suo Blog. E che diamine. Perdoni le grida del mio disappunto che spezzano il silenzio del suo ultimo post. - Socrathe -
Amico della maestrina, avevo già corretto sul blog. Distrazione fu. Grazie.
Postato da: Socrathe il: 22/02/2008 10:15
XSocrathe complimenti per l'articolo
Le voglio solo puntualizzare che negli anni 70 i compagni militavamo nella F.G.C.I. (Federazione Giovanile Comunista Italiana) e non nella FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio).
Postato da: l'amico della maestrina il: 22/02/2008 08:19
Cuffaro, Miccichè, Lombardo, la magistrata pd Finocchiaro, ex comunista. ...sempre la stessa monnezza,