«Vi servisse lo canto a fronna de limone, monzù?, comme se chiamma? Chi manda?»
«Si chiama Ignazio. Manda... donna Chiara. Di' accossì: donna Chiara.»
Quello si concentra, tenendosi il mento fra le dita. Avanza un piede, poggia una mano al fianco, leva l'altra, come attore pronto a declamare. Emette voce un po' strozzata, che via via si spiega in nasale melodia:
Fronnella amara,
dicite a Ignazio ca ce sta donna Chiara,
'na palomma se fa aspetta'
Il canto a 'fronn' 'e limone' (fronda di limone, foglia di limone), della magnifica tradizione dei canti popolari della Campania, è eseguito solo con l’ausilio della voce e senza accompagnamento strumentale, a-cappella diremmo oggi, a voce, un vero e proprio dialogo. Le 'fronne', per questa inclinazione al dialogo, venivano utilizzate come comunicazione con i carcerati. Infatti, in passato, era abbastanza frequente sentire cantare sotto le carceri alcuni tipi di 'fronne', “discusse” da parenti o amici di reclusi. Spesso erano informazioni che si davano al carcerato, messaggi d'amore, parole di conforto, il tutto elaborato con un linguaggio oscuro e gergale che sfuggiva anche alla comprensione dei secondini. Ma quelli erano altri tempi. Oggi la comunicazione viaggia sui rapidi binari del web, è immediata, diretta, non cantata, scritta. I detenuti non possono leggere internet, ma, filtrati dalla direzione del carcere secondo le vigenti disposizioni di legge, i messaggi arrivano comunque a destinazione. La voglia di comunicare con il mondo è garantita e soddisfatta, dentro e fuori. Il caso emblematico di ScicliNews.
«Sono bravi ragazzi. Ti amo torna presto voglio riabbracciarti e farti capire quello ke provo x te . Vi aspettiamo al piu presto "una vostra coppia di amici" siete grandi. Non mollare, ti aspettiamo tutti. ‘mpare ci manki. Ti vogliamo bene!sono xsone cm tutti gli altri e vedete ch si sanno comportare meglio della gente normale, xche molte xsone credono che loro siano delle xsone anormali..INVECE VI SBAGLIATE. Sei un uomo fantastico, ti aspetto. Fatti forza. ‘Mpare fra un po’ sarai di nuovo tra di noi, ti aspettiamo. Uno di noi, ti aspettiamo con ansia. la gente buona dentro e i DELINQUENTI fuori! i carabinieri rompono, arrestano xsone innocenti, ma in che mondo siamo.. […]».
Sono solo alcuni dei commenti a corredo della notizia dell’operazione Mixer - condotta dalla DDA di Catania l’8 Maggio 2008, che ha visto Tredici sciclitani coinvolti, undici tratti in arresto, sette persone ai domiciliari, accusati diassociazione a delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti e commercio di armi - sulle pagine di ScicliNews.
Sono le “cantate a fronn’ ‘e limone”, che le famiglie dei detenuti mandano ai propri carcerati, ai propri cari, eleggendo ScicliNews a strumento di opportuna solidarietà. In carcere i detenuti non hanno computer, ma qualcuno dice che porterà loro, tramite avvocati, la solidarietà dei lettori di questo sito, con la stampa dei post. Il dolore dell’arresto del proprio caro è partecipato e sentito, gridato, difeso. E ne viene fuori uno spaccato subculturale raccapricciante: i delinquenti sono brave persone, ragazzi per bene.
I delinquenti sono bravi ragazzi che non fanno nulla di male. Perché spacciare o trafficare d’armi, oggi, in quella che “forse” è la più bella città del mondo, non è considerato un male. I delinquenti sono persone che sanno difenderti -da veri “machi”- da un’offesa; per i familiari e gli amici dei tredici carcerati delinquere è altra cosa.“L’aver spacciato droga non è delitto così grave da meritare la galera”. “Segno che in alcuni ambiti sociali a Scicli chi delinque viene quasi visto come tutore di un ordine sociale che con la legalità e con lo Stato non ha nulla a che vedere”. I genitori e le mogli, gli amici e i parenti, trovano in ScicliNews lo strumento ideale per far sapere al detenuto che la città è con loro, che tutti gli vogliono bene. In fondo, i nostri delinquenti sono solo dei bravi ragazzi, dei ribelli senza causa. Sono lo specchio del nostro disincanto, la cattiva coscienza di una comunità in declino. Loro non hanno colpe. È la nostra società che non sa accoglierli e capire il loro disagio. Sì, cari lettori, spacciare e trafficare d’armi è manifesto di disagio. Sono dei bravi ragazzi, non scordiamolo. Ogni bravo ragazzo si costituisce in banda organizzata, spaccia cocaina ed hashish, vende armi, per vincere il malessere di una vita fatta di soli sacrifici, studio e lavoro. Qualsiasi bravo ragazzo, in tutti i mondi possibili, si comporterebbe così. La banda del Carmine, investigata dal 2004 dalla Dda è solo un’accozzaglia di bravi ragazzi. Delinquenti, ma bravi ragazzi.
È diventato di moda definire i banditi e i bulli di oggi dei disadattati, degli emarginati. Bastano un paio di articoli sui giornali che contano, qualche dibattito in tv, e la scellerata definizione di qualche “sociologo da salotto” diviene dottrina. Ma non è così. Non è mai stato così. Una generazione di giovani che vede nel malaffare lo scambio amorale e veloce di comportamenti mafiosi e facili guadagni, non è una generazione di bravi ragazzi disadattati. È una generazione di delinquenti e basta. Il messaggio che deve passare è questo. Solo questo. Ci è ancora data l’opportunità di educare i nostri figli? di esercitare la genitorialità, che non si riduce nel diritto d’ospizio, nel dovere di nutrimento e mantenimento, ma comprende anche aspetti di educazione, di custodia, di protezione?
Noi abbiamo l’arduo compito di trasmettere i veri e i buoni valori ai nostri figli, alla nuova generazione che sarà ed a quella che verrà. Il sacrificio, lo studio, il lavoro, la buona creanza e la cultura della legalità, da sempre, sono stati dei formidabili e salutari calci nel culo per tutti noi. È il giusto prezzo pagato dalle nostre sane e ribelli coscienze di ieri, quello che ci ha proiettato nell’età adulta, l’età delle responsabilità e dei buoni principi, con la consapevolezza che non esiste una delinquenza giusta ed un delinquere sbagliato, che il mezzo mafioso non giustifica mai il drammatico fine di un disagio, ovvero, che il mezzo sbagliato e mafioso, deforma, sporca e imbarbarisce il giusto fine della nostra esistenza e fa assomigliare i due avversari, il bene ed il male, come due gocce d’acqua, e rende ogni differenza priva di sostanza e valore. La bottiglia dove abbiamo chiuso il messaggio da trasmettere ai nostri giovani, deve saper galleggiare sulle onde crescenti del traviato agire e saper sbattere senza rompersi sui frangenti dell’imbarbarimento culturale, per giungere a destinazione. Non c’è dubbio che all’ombra delle “cantate” dei familiari dei reclusi si nasconde l’assassino della nostra civiltà. Chi vuole giocare allo sfascio della società e dei valori, difendendo la cultura mafiosa e dell’illegalità, si prenda la responsabilità. Noi non ci staremo.
LEGALITA'
QUESTO SITO DA' LA POSSIBILITA' DI ESPRIMERE I NOSTRI SENTIMENTI, I NOSTRI PENSIERI , I NOSTRI PORPOSITI, LE NOSTRE PAURE, LE PREOCCUPAZIONI PER I NOSTRI FIGLI. SE LO STATO E' COSI LONTANO (DA CATANIA IN SU ) IO HO VERAMENTE PAURA. COME MAI NESSUNA DELLE FORZE DELL'ORDINE PRESENTI A SCICLI FA QUALCOSA IN PIAZZA ITALIA DOPO LE ORE 21.00?? NON CREDO CHE NESSUNO CONOSCA COSA SUCCEDE. SI SCORAZZA, CI SI UBRIACA E FORSE SI SPACCIA. DOBBIAMO ASPETTARE AL NUOVO SINDACO PER VIDEOSORVEGLIARE IL PAESE???? FACCIAMO USCIRE DAGLI UFFICI POLITICI E FORZE DELL'ORDINE . ISTITUIAMO UNA SORVEGLIANZA NOTTURNA E CONTROLLIAMO LA NOSTRA CITTA' APRIAMO GLI OCCHI TUTTI Postato da: UNO SCILITANO PULITO il: 11/05/2008 22:02
per uomo libero
Di chi è la colpa? Ottima domanda, me lo sono sempre chiesto da quando studio con timore/amore l'essere umano! Ecco dunque che la risposta è complessa, molto di più se si smette di analizzare ed integrare nello studio la natura
stessa dell'essere umano. Leggevo più in là un post tipico che tratta politica, e in tutta onestà non noto
differenze con quello stracondannato (giustamente) più in alto che parla degli arrestati. Solo che in questi nessuno si indigna, nessuna censura da parte di chi sa scrivere bei paroloni o pensieri elevati,
nessuno scrive due parole sulla giustizia morta e sul ridicolo sociale. Però, rimangono i testi inneggianti pro e
contro in grassetto, qualche parola in rosso, e il solito arial 200 (o poco più) tipico dei manifesti inneggianti il
fascismo o la guerriglia.
Allora anche io come te, caro uomo libero, continuo a chiedermi: ma di chi è la colpa? O meglio, io la risposta ce l'avrei pure, ma lo spazio a disposizione e le mie capacità comunicative (nonchè la
ormai intolleranza nel criticare ciclicamente sempre le stesse cose) mi permettono solo di scrivere una sintesi di
fretta, anzi scusate gli errori ortografici o la poca "nobiltà lessicale", purtroppo non sò usare grossi paroloni,
il mio dizionario è limitato perchè nella vita ho sempre preferito sfruttare tutte le celle di memoria disponibili del cervello all'immagazinamento di informazioni più utili.
Dunque, ritornando in topic... Andando enormemente indietro (per mia modesta opiinione, qualsiasi analisi, anche la
più piccola, che riguardi la società và sempre fatta affiancando ad essa un'analisi più profonda di quello che noi
realmente siamo, come "macchina" intendo, il nostro contenitore a base carbonio, governato solamente da impulsi
chimico/elettrici ed appoggiato su un DNA di discutibile genuinità.
L'animale uomo (non dimentichiamocelo mai, siamo ormai troppo presi e sicuri di essere una razza eletta ed amata dal
divino, anzi addirittura con presunzione pretendiamo di essere anche gli unici), purtroppo non riesce, per la sua
natura animalesca appunto, a conservare una memoria storica, anche a brevissima scadenza, e questo è di per se uno
dei principali motivi del degrado sociale di qualsiasi natura. Basta leggere un qualsiasi libro di storia, o
ascoltare il racconto di una qualsiasi nonna (bene ormai in estinzione) per capire ciò che intendo dire, non ci
vuole poi una laurea e non scopro manco l'acqua calda! L'animale uomo commette e commetterà SEMPRE e ciclicamente
gli stessi errori. Amo sempre consigliare, a chi mi chiede informazioni in più sull'essere umano, la visione di quei bellissimi
documentari sul regno animale. Nessun libro o testo (specie se scritto dall'essere umano stesso, ovviamente di
parte) riuscirà mai a far capire realmente cosa siamo.
Altra caratteristica dell'animale uomo, tipica, è quella del tendere sempre a giustificare ogni cosa... AL bambino
che da fuoco alla casa: biiiiii, u picciriddu chi'è spertu... Al delinquente: povero, ha avuto la vita difficile
dobbiamo comprenderlo.... A colui che cornifica la moglie: masculu ie, cavaddu ri razza... Allo studente irrequieto:
condizioni di famiglia difficili... Al tutore dell'ordine che picchia senza motivo: situazioni tese, il nervosismo
porta ad errori... Politica e religioni, poi manco a parlarne, ormai nemmeno si giustificano... SI AMANO E BASTA, senza pausa o tregua
per poterle analizzare!
Quindi, di chi è la colpa di tutto questo?? Io la risposta ce l'avrei, ma è impopolare e a rischio di scomunica! La colpa ovviamente è proprio nostra, di tutti, dell'essere umano...di questo contenitore imperfetto che non sà e
non vuole ascoltare l'unica parte buona che ha dentro di se. Giustifichiamo troppo, per nostra comodità, con l'unico scopo di arrivare all'opposto di quello che per secoli hanno
cercato di fare (anche sbagliando) religioni ed istituzioni...tenere a bada ed aducare l'animalità, quel satana che
è la natura stessa (per favore non cerchiamolo altrove come entità...). E questo nei secoli ha portato a "legalizzare" piccoli o grandi crimini, perchè ci fa star bene..qualsiasi animale è
più appagato e si sente meglio se riavvicinato alla sua natura. Abbiamo legalizzato le corna (la natura dando priorità alla procreazione, parte fondamentale della vita, ha creato
l'uomo poligamo, checchè si dica), abbiamo legalizzato le veline (come sopra, è fondamentale che il sesso femminile
attiri a sè i compagni più selezionati per una procreazione sana) che trovano giusta collocazione in una finestra
che le accoglie, togliendole dal marciapiede (non vuole essere un'offesa per chi in questo è costretta), abbiamo
legalizzato la politica (in linea di massima, per sua conformazione, ha reclutato i peggiori aspetti dell'animale
uomo...E non dite che è populismo o demagogia, in quanto appunto per conformazione il politico deve sempre scendere
a compromessi, di sedia, di economia, di vicinato ecc ecc) ecc ecc E in tutto questo e per questi motivi, si sono sempre più "espansi" quelli che sono i concetti di buono e sbagliato,
creando una società di bravi ragazzi che delinquono (e sono sincero in questo che dico, non vuole essere una
battuta! Credo seriamente che molti ragazzi siano dei "bravi delinquenti"...Non dimentichiamoci delle opere di bene
venute dalle peggiori persone, del passato e del presente, che al di là di una mera pubblicità a favore hanno saputo
donare più delle istituzioni cosiddette "migliori" e dare risposte più celeri e certe), ragazzi che vivono in un
"limbo" dove i reati non sono reati ma piccole marachelle o peccati di gioventù. E dall'altro lato, abbiamo chi ci governa, i supercondannati ma "bravi ragazzi" pure loro, solo che questi sono più
legali, come la birra!
In conclusione, caro uomo libero, io la risposta nel mio piccolo ma la son data, spero di averla condivisa anche con
te e con chi legge, anche se putroppo ripeto l'argomento è complesso ed andrebbe trattato più nei dettagli e più
nello specifico, ed io devo ancora pranzare quindi vorrei evitare di scrive cose errate o fraintendibili!
Cordiali saluti e buona domenica
P.S. mi scuso per la formattazione del testo, ma segnalo al moderatore che il form si "rinfresca" troppo spesso, cancellando tutto ciò che man mano si scrive!! così ho dovuto fare un file di testo riscritto 3 volte!
Postato da: il buono e il brutto il: 11/05/2008 14:32
Arrabiati, delusi, mai ciechi.
Ero partito con l'intenzione di scrivere una sentita manifestazione di solidarietà nei confronti di uno dei blogger più acuti della baracca nonché autore del pezzo. L'intenzione non l'ho persa, mi lasciano perplesso però alcune uscite del tanto stimato Socrathe: amico mio, non ti rendi conto che qualsiasi violazione della libertà dell’altro che nei freddi termini giuridici si traduce con “il delinquere” è sintomo di una mancanza di sensibilità e di una mancanza di percezione della comunità; la qual cosa deve essere veicolata dai genitori, dalle scuole, dalle comitive degli amici e via dicendo… ogni violazione di questa percezione in favore di forti spinte individualistiche possono provocare alle volte l’eremitaggio, alle volte il calpestare il prossimo. Il fatto che si cerchi una spiegazione ragionata a questi comportamenti non significa affatto che si cerchi di giustificarli… così rischi di banalizzare la ricerca sociologica nei confronti di ciò che sta alla base del delinquere, cosa non da poco. Se da un lato mi dispiace leggere certe cose dall’altro ammiro la tua volontà di sovvertire il giustificazionismo di mammà (e non solo) nei confronti di quell’angioletto di figliolo che spacciava polverina al Carmine, ma era solo a fin di bene...
Le mie posizioni sulla (ormai inflazionata e travisatissima) “legalità” le ho lasciate sulla vicenda dei ragazzi in scooter e dei Vigili dell’Urbe (o del cyberspazio?).
Ps. Il dato che mi preoccupa maggiormente è però il seguente, se c’è qualcuno che spaccia e che traffica armi… ci sarà qualcuno che richiede… questo è preoccupante.
Postato da: WW il: 11/05/2008 14:19
Scicli= Gomorra
Incredibile.
Incredibile assistere a commenti che inneggiano ai delinquenti.
E nessuno a favore del coraggio di peppe savà e dei commenti taglienti di Socrathe.
Esprimo la mia massima solidarietà a peppe savà e i miei complimenti a Socrathe.
Mi ha atterrito leggere commenti del tipo
" i carabinieri rompono " , " ragazzi ( arrestati per droga ! n.d.r. ) siamo con voi ".
In un primo momento mi sono stupito.
Ho pensato che sarebbe stato meglio censurare un tale turpiloquio.
Ma poi ho capito.
Il buon peppe, allargando le maglie della rete del suo filtro,
ha permesso a tutti noi di conoscere una realtà forse sconosciuta ai molti,
e cioè quella di una gioventù che solidarizza con i " presunti " spacciatori,
facendone degli eroi,
e attaccando " gli sbirri che rompono ".
Bravo peppe.
Pensavo che il degrado descritto in modo magistrale da Nicola Saviano nel suo libro fosse estraneo
alla nostra oasi.
Invece Scicli è come Casal di Principe.
Postato da: Arturo Vannucci il: 11/05/2008 01:16
Le ragioni inconfessabili
Dopo aver letto quasi tutti i commenti alla notizia degli arresti degli ultimi giorni, una domanda mi è sorta spontanea. Di chi è la colpa di tutto questo? Dei genitori che non hanno saputo educare i figli? Certamente! Dell’odierna società del benessere che indirizza i ragazzi, con mille messaggi, verso una vita facile, poco responsabile, molto supportata dalle famiglie di provenienza? Anche. Dei ragazzi stessi che hanno smarrito il senso più profondo e più alto dei valori dell’esistenza, disorientati da uno Stato di diritto che non sa offrire opportunità e certezze? Forse!
Di una cosa però sono fermamente convinto. La latitanza dello Stato, con la esse maiuscola, dalle nostre parti. Siamo stati condannati ad essere la pattumiera della provincia e non solo. Il territorio è continuamente terrorizzato da piromani, da gruppi motorizzati che scorazzano tranquillamente, nelle ore notturne, per le vie del centro. Le case del litorale e dell’hinterland regolarmente violate, vandalizzate, a volte bruciate da bande indisturbate che tengono sotto scacco la cittadinanza inerme. Una caserma “chiusa” quando da tempo sarebbe dovuta essere elevata a tenenza, garanzia visibile dell’ordine costituito. Tutto questo non può che generare nel cittadino onesto sconforto e nel cittadino disonesto incoraggiamento a delinquere. Lo Stato non c’è - sono in molti a pensarlo. La vigilanza non esiste. Allo Stato si sostituisce il crimine con la sua grande forza di convinzione nella paura e nell’autorevolezza di una parola d’onore, garanzia credibile di tutto ciò che lo Stato non è in grado di garantire. Ho degli amici con una casa non distante dalla città regolarmente visitata dai ladri. Le incursioni non le contano più. Mi raccontavano, l’altro ieri, che fanno a meno ormai di denunciarle. Ai carabinieri che rimproveravano loro queste mancate denunce, avevano, infatti, proposto di collegare il sistema di allarme con la caserma e la risposta era stata respinta. Quindi, se da una parte stigmatizzo e condanno tutti i comportamenti delittuosi che hanno trasformato la nostra piccola città in un focolaio pericoloso di malaffare, dall’altra non riesco ad immaginare come tale escalation delinquenziale possa essere fermata da poche persone. L’operazione stessa degli ultimi arresti fu istruita e comandata da Catania. Un’amara considerazione sullo stato d’abbandono nel quale versa l’intera provincia. E’ il senso del peccato che oggi, smarrito ed equivocato, emerge, modificato e dolente, dalla coscienza di quanti gridanouna rabbia incomprensibile ad uno Stato di colpo resosi visibile. Quanto durerà questa visibilità? Lo spazio di una memoria o neppure quello?
Postato da: Un uomo libero. il: 10/05/2008 23:01
Per la legalità sempre
Certamente cosa ci si può aspettare da una società dove chi ci ha governato e continua a governarci abbiamo ricevuto esempi espliciti di illegalità ed impunità con leggi che prescrivevano i loro reati, con condoni giudiziari e di ogni sorta con scappatoie giudiziarie tipo processo abbreviato e via dicendo. Non si è colpevoli fino a sentenza definitiva e noi prevediamo il terzo grado e questo vale per tutti e per primi per i nostri politici. Ma scusatemi perche tutto questo non deve valere per tutti ? Ecco che allora la questione diventa politica e squisitamente culturale.
Vale molto di più l'esempio che mille prediche . Molte persone posso parlare bene e poi razzolano male. Il primo passo per avviarci ad un certo grado di legalità è quello che ognuno di noi faccia il proprio dovere fino in fondo ed onestamente. La mattina ci si deve svegliare ed avere la voglia di guardarsi allo specchio serenamente senza provare disgusto per se stessi. Se poi ci sta anche la partecipazione a manifestazioni come quella a Cinisi , purchè non si solo retorica anche nell'agire, bene. Certo che se alle ultime elezioni proprio da persone acculturate ed indottrinate , vengono espliciti messaggi che orientano verso parti politici che sono collusi con personaggi che non sono un bello esempio di legalità e poi le stesse persone scrivono commoventi articoli di commemorazione per chi ci ha rimesso la vita per la legalità..... francamente lascio a voi le conclusioni !!
Postato da: Ulisse il: 10/05/2008 22:57
Dasvidanija
I ragazzi di Scicli che lottano per la legalità, per un mondo migliore, vanno a Cinisi per la manifestazione in onore dell'amico Peppino, un amico di tutti noi, non solo di chi sventola magliette di barbe e sigari sudamericani, morto ammazzato per volere di alcuni mafiosi e ritrovato il 9 maggio del 1978, la stessa data in cui a Roma venne rinvenuto il cadavere dell'on. Moro. Nessuna nota di solidarietà agli articoli di Peppe Savà e di Socrathe. Bastava anche un puntino, sospeso nell'aere della consapevolezza. Veda Dasvidanija, immagini la legalità come una rete a maglie larghe. una rete in cui c'entra di tutto. Dalle piccole taglie alle più forti. Ovvero, Cuffaro, taglia grossa, condannato in primo grado per favoreggiamento mafioso è da forca (vi ricordo che la ghigliottina veniva riservata solo alla stirpe nobile); i giovani delinquenti del nostro paese, pesci piccoli, entrono ed escono dalla rete con una facilità assurda. Non sono da condannare. Anzi eleggiamoli a martiri. Anzi è meglio il silenzio. Questo mi preoccupa carissima amica, e mi preoccupa assai. Dove sono gli insegnanti? I genitori? Legge le loro firme tra i commenti ai due articoli citati? No mia cara, è meglio il silenzio. Peppe Savà e Socrathe hanno denunciato la delinquenza, meglio non farsi vedere in giro. Grazie a tutti quelli che ci hanno offerto la loro solidarietà. Siete degli incoscienti. Non scordatelo.Meglio andare a protestare per l'abbuffata di cannoli di Cuffaro che scendere in piazza Carmine contro la mafia sciclitana.ma la mafia e la delinquenza a Scicli non esiste. In fondo si spacciava cocaina e si trafficavano armi sotto gli occhi di tutti, bendati.
a presto Dasvidanjia lascio a tutti i lettori le sue parole di un vecchio commento:
"sul fatto che una quindicina d'anni fa, quando non si sapeva cosa fosse un "pub", il cellulare era un lontano miraggio e la piazza il ritrovo di tutti, pochi esclusi, si stava meglio. Mi ricordo certe festicciole casalinghe che oggi nessuno è in grado di organizzare;mi ricordo che il tempo volava, e bastava veramente poco a farlo volare...sarà che avevamo degli orari improgabili per il rientro a casa... Io li guardo questi giovinetti tutti tronfi di camminare coi pantaloni strappati e i ciuffi scomposti; mi fannotenerezza da un lato e rabbia dall'altro: hanno tutto e sanno godersi così poco.D'altro canto, non posso dar torto a quell'altro signore che dice che certi teppistelli in giro ci sonosempre stati; credo che tutti ce ne ricordiamo qualcuno in paese.Però, se questi sono i tempi e bisogna comunque viverli, credo che non sarebbe male provare adorganizzare qualcosa per questi fanciulli (?!), per coinvolgerli in qualcosa di meno pericoloso...ma chi ci può pensare?"
Postato da: Socrathe il: 10/05/2008 21:26
Socrathe
Mi ha tolto le parole di bocca…anzi, le ha trasferite direttamente dall’area meditativa del mio cervello alla carta virtuale.
E’ semplicemente assurdo che una parte del paese (con tutto il rispetto per i sentimenti di parenti e amici degli imputati) scenda in piazza a “difendere” i suoi eroi…
Qua non si tratta di gente che passeggiava tranquillamente per le vie cittadine ed è stata ingiustamente privata della libertà di movimento per futili ragioni.
Le forze dell’ordine dell’Italia odierna non obbediscono all’incomprensibile legge di un despota che una mattina si sveglia e decide di far pulizia razziale!
E’ triste sapere che tanti ragazzi, grande forza-lavoro in potenza e, chissà, invisibili vulcani di originalità, si siano sprecati per qualcosa di tanto irrazionale come l’aderenza alla malavita per avere in tasca qualche euro in più; ancora più triste è sentire inneggiare alla loro “grandezza”, alla loro onestà evidentemente negata da prove tangibili.
Un errore, una volta nella vita, si può anche commettere e, tuttavia, bisogna pagare.
Commettere due volte lo stesso errore è sintomo di ben altro.
Rimango attonita davanti a certe parole scritte con rabbia, le stesse che Lei cita pedissequamente sul suo articolo…
Il popolo sciclitano deve fermarsi e riflettere:
dove stiamo andando?
Un tale che si firma “Partente” pensa forse che i problemi si risolvano andando via…magari risolverà i suoi personali, non certo quelli di chi gli ha vissuto attorno e che si lascia alle spalle.
Io sono già andata via e non certo per sottrarmi a situazioni come questa!
Quando leggo simili notizie e incontro volti a me noti a piè pagina, mi fa male il cuore: non mi sento affatto estranea alla mia terra che amo e difendo perché ad essa legata da sentimenti inalienabili.
La mia gente non può e non deve ragionare in questo modo: svegliatevi, per favore!
Con mestizia…
Postato da: Dasvidanija il: 10/05/2008 20:39
“Il sacrificio, lo studio, il lavoro, la buona creanza e la cultura della legalità, da sempre, sono stati dei formidabili e salutari calci nel culo per tutti noi.”
Ma oggi non valgono più per moltissime persone. I ragazzi a scuola vogliono solo “divertirsi”, hanno un lessico da scaricatori di porto, ma i genitori scusano i loro pargoli: è sempre colpa degli altri se si comportano non proprio bene.
Postato da: Un'insegnante, per fortuna alla fine della sua carriera il: 10/05/2008 19:27
Partenza...
Scicli e gli sciclitani sono allo sbando. Tenetevi i vostri bravi delinquenti, io andrò via. Postato da: Partente il: 10/05/2008 15:53
bravo socrathe
Bell'articolo, complimenti. L'altro giorno leggendo i commenti che tutti questi baldi giovani hanno lasciato sulla notizia degli arresti, mi sono chiesto se abitassi a Scicli o in uno dei comuni dell' Hinterland napoletano dove tutto il quartiere scende in strada per aggredire la polizia e i cc quando operano arresti. Signori c'è veramente da vergognarsi... a Scicli ora i veri delinquenti sono ritenuti gli inquirenti! Dove andremo a finire??? Postato da: uno qualunque il: 10/05/2008 15:06
Complimenti.
Vorrei sinceramente complimentarmi con l'autore di questo articolo, ma siccome c'è il serio richio di essere preso a parolacce, offeso e maltrattato, e dulcis in fundo diventare impopolare, preferisco insultare l'autore consigliandogli di cambiare mestiere, e poi aggiungere bello in grassetto fuori tutti, vi amo!
Postato da: il buono e il brutto il: 10/05/2008 14:22
sottoscrivo
non ho altro da aggiungere Postato da: arianna il: 10/05/2008 13:26
LA LEGGE E' LEGGE
LA LEGGE E' LEGGE. MA GUARDATE COME STATE DIFENDENDO DELLE PERSONE CHE HANNO VIOLATO IL CODICE PENALE E LA SERENITA' DELLE FAMIGLIE DEI RAGAZZI , ANCHE I NOSTRI FIGLI, CHE VANNO A SVAGARSI IN PIAZZA BUSACCA. ORA SI VEDRA' LA STESSA SCENA: LE MAMME CHE PIANGONO GIUSTIFICANDOSI AGLI OCCHI DI TUTTI. EDUCATE I VOSTRI FIGLI E VEDRETE CHE NON GLI SUCCEDERA' NULLA RIFLETTETE E SMETTETELA CON QUESTI CORI PIETOSI. UN PLAUSO ALLE FORZE DELL'ORDINE TUTTE COMPRESE. VI DIMENTICATE ANCHE DEL LAVORO DEI VIGILI URBANI CHE HANNO A CHE FARE CON TUTTI I DELINQUENTI OGNI GIORNO E PER SEMPRE. PENSATE BENE Postato da: UNO SCICLITANO PULITO il: 10/05/2008 12:50