L’ambiguità semantica di molti termini a cui faccio ricorso nelle mie “esercitazioni di scrittura” è una vera e propria scelta di campo. Il mio repertorio lessicale -ecco qui un esempio di tautologia voluta, avrei potuto scrivere più semplicemente “il mio vocabolario”-, arricchisce il percorso espressivo e magnifica la finezza della nostra lingua ed allo stesso tempo guida il lettore in un “fuori strada” pieno di equivoche buche. È il caso del termine dislessia, usato in modo improprio in un mio articolo. Mi scrive Attilio Milo - insegnante - genitore di una ragazzo dislessico - formatore per conto dell'Associazione Italiana Dislessia.
Egr. Socrathe,
scrivo questa mail con l'intenzione di aprire una finestra su di un problema che sembra aver bisogno del vostro aiuto. Il problema di cui parlo è la DISLESSIA o, meglio, i Disturbi Specifici d'Apprendimento.
La dislessia è un disturbo dell'apprendimento di origine genetica che riguarda la difficoltà di lettura, scrittura e calcolo. Non è causata da un deficit di intelligenza (anzi, i bambini dislessici sono, il più delle volte, molto intelligenti, vivaci e creativi), né da problemi ambientali o psicologici (che, invece, ne sono una conseguenza: perdita di fiducia nelle proprie capacità, mancanza di autostima, comportamenti sociali alterati, chiusura in se stessi, difficoltà di comunicazione…).
In Italia i dislessici sono 1.500.000, numero considerevole che non giustifica l'ignoranza e lo scarso interesse che il problema riscuote.
Le famiglie sono spesso sole nell'affrontare il problema e gli enti scolastici non sono il più delle volte in grado di supportare e venire incontro alle esigenze di questi studenti particolari che, invece, se ben guidati e indirizzati, potrebbero venire a capo delle loro difficoltà.
E' ormai scientificamente provato che la dislessia sia un disturbo causato da disfunzioni neurologiche derivanti da alterazioni genetiche (una semplice ricerca "dislessia+genetica" sul web potrà darne conferma).
Malgrado ciò la dislessia non è una malattia, ma un disturbo che colpisce un bambino in ogni classe (3-5% della popolazione scolastica); non esistono medicine che possano curare il disturbo, si possono attuare strategie di apprendimento (e di insegnamento) diversificate.
Perchè proprio qui sta il punto: ragazzi dall'intelligenza normale (a volte superiore), integri dal punto di vista fisico e neurologico, hanno un diverso modo di apprendere, non legato alla letto-scrittura, ma ad altri canali diciamo così "meno tradizionali".
Nel mondo anglosassone, dove il problema è stato scoperto molto tempo prima che da noi, è ormai normale parlare di dislessia e stili di apprendimento differenti: molti nomi noti nel campo della politica, del cinema, dell'arte, della musica e della scienza hanno ammesso di essere dislessici e di aver avuto difficoltà nel loro percorso scolastico. Malgrado ciò, una volta usciti dalla scuola, hanno potuto mostrare il loro valore.
Ma quanti non possono avere le stesse possibilità a causa di "maestri" ottusi che non vogliono adattare il loro stile di insegnamento allo stile di apprendimento di questi ragazzi?
E' proprio per informare in primis gli insegnanti e dare sollievo ai genitori e ai dislessici stessi che da 10 anni l'Associazione Italiana Dislessia si occupa del problema. Divulgando informazione, non farmaci o psicoterapie! E' un lavoro lento e metodico che si avvale di formatori del mondo scolastico, di genitori sensibili e di dislessici adulti (che hanno cioè lasciato il mondo della scuola) che portano la loro esperienza.
Su internet è possibile reperire informazione sul sito ufficiale (www.aiditalia.org) dell'associazione e sul forum (www.dislessia.org/forum/) nel quale scrivono genitori, insegnanti, tecnici sanitari e dislessici (qui anche non adulti).
Se avrà l'occasione di visitarlo si accorgerà che è una bella comunità solidale e superinformata, dove tutti sono accolti e non si dà importanza agli eventuali errori di scrittura (sarebbe assurdo!).
Scrivo nella speranza che un vostro accenno al problema possa arrivare ad un gran numero di persone e ci aiuti nell'opera di informazione che stiamo attuando.
Sono certo che accoglierà la mia sollecitazione e, con piacere, La saluto.
Attilio Milo
__________
A tutti gli insegnanti: corrigenda enim sunt peccata non reprehenda..
a volte ci si impelaga in commenti lunghissimi intrisi di paroloni che ai più fanno perdere la trama del discorso.
Postato da: sintex il: 01/04/2008 10:49
Depistaggi verbali
Confesso il mio limite ma non sono riuscito a capire né la logica né i significati sommersi e subliminali dell'articolo precedente. Sará che non sono all'altezza di questa cultura a buon mercato acquistata al supermercato insieme agli ortaggi? Postato da: Un uomo libero. il: 01/04/2008 09:51
Ortaggi e Depistaggi
Gentilissima Santhippe,
Le risponderò con gioia se mi promette di rimediare all'impropria accezione anglofona che è stata appioppata al mio modesto nick. Capisco che il tutto parte da un errore di copiato che non è suo.
Evidentemente, lei è di altri lidi e l'idea che in tutto il mondo possano conoscere cos'è e dov'è Jungi fa veramente sorridere. Aggiungo due parole.
Jungi fu costruito per dare casa decente agli abitanti delle grotte di Chiafura, luogo oggi fascinoso, ma allora segno di povertà e dolore. Ecco perché qualcuno sembra così impaziente di mostrare la propria creatività storico-sociale suggerendo si tratti di un quartiere di buzzurri!
Ma torniamo alle cose serie. Si tornerà a Chiafura per le imminenti giornate del FAI, torneranno a Chiafura, penso, i figli di coloro che vissero in quei luoghi.
Ci sono persone che la loro Chiafura non l’abbandonano mai ovunque vadano e altre che, ovunque siano nate, se la portano comunque dentro.
A ciascuno la sua Chiafura, si potrebbe dire, scegliendo, a piacere, uno scrittore comunque siciliano.
Ma è ora di cena (anzi, passò), suggerirei perciò di cominciare dagli ortaggi.
Cavoli e patate presentano similitudini di varia natura, da potersi dire (sia pure non in termini strettamente botanici) fortemente apparentati. Alla luce di ciò, l’erudito, che tecnicamente non erra (oggi si direbbe “per default”), potrebbe forse dedurre con probabile successo che l’erudizione e gli stati d’animo (tristezza nella fattispecie) sono intrinsecamente connessi.
Potremmo dire che l’erudito è segnato dalla passione della lettura meticolosa e mai trasgressiva (che genere di passione, ognuno interpreti come vuole) .
L’uomo colto, d’altro canto, potrebbe obiettare, se ne avesse voglia, che con ogni probabilità con quanto scritto si volesse suggerire proprio il contrario.
Si potrebbe dire che egli gode della trasgressione intimamente connessa all’interpretazione libera, ma congruente, di tutti i segni del messaggio, anche quelli non prontamente visibili dal rigo.
E’ (un po’) triste incontrare l’erudito? E’ divertente avere a che fare con il colto? O forse è più gradevole incontrare l’educato? Ove “l’educazione è ciò che rimane quando tutto è stato dimenticato” (la saggia citazione è di un celeberrimo filosofo fisico-matematico). Ciascuno veda per sé.
P. di Sfetto, ad averlo letto una volta, non si dimentica più perché a primo colpo uno dice… e ”chi era costui”? Invece, il verbo di questo collaboratore di Demostene è alla radice della comunicazione pubblicitaria odierna: il dentifricio è più “potente”? vuol dire che con le stesse strusciate di prima pulisce i nostri denti più a fondo. Il software è più potente? Vuol dire che se raggiunge lo stesso risultato lo fa con 5 colpi di tasti in meno. E tutto perché questo Carneade dell’antichità si azzardò a dire che Focione era più potente perché con poche parole etc etc.
Restiamo sul campo della comunicazione pubblicitaria, ricordando la “regola del vestito”. Essa venne formulata da un ottimo maggiordomo in carriera. Si tratta della consapevolezza che la padrona di casa non dovrebbe mai essere più appariscente delle proprie ospiti.
Ora, questa regola potrebbe non dirci nulla, se non ché, disponendosi insieme al “mai due, ma sempre e solo uno”, che come vedremo non è uno slogan cardinalizio rivolto ai matrimoni in chiesa, diviene strategia fondante essenziale irrinunciabile della comunicazione pubblicitaria odierna.
Detto “slogan non cardinalizio” sta a significare che, ove si intenda portare all’attenzione della gente un fatto, non deve mai aggiungerne un altro, che finirebbe immancabilmente per fungerebbe da depistaggio dall’obiettivo principale.
Ma comeresistere all’arte del depistaggio, sport nazionale italiano e siculo almeno sin dall’1 maggio 1947? Ci fu persino chi cadde in acqua e annegò, mentre depistava in resto del mondo su di sé
Certo, in tutta questa storia l’appello del genitore dislessico dove sta?
Ci sta, anche se non si vede tanto, nemmeno qui.
Postato da: Giampi da Jungi il: 01/04/2008 00:13
le mie scuse
Mio caro signor Giumpy, (da Jungi..che - come dice giustamente il nostro Socrathe - ignoro cosa voglia significare,
e attendo con ansia spiegazioni)
chiedo venia sia per la mia involontaria tautologia..con il per caso, sia - e soprattutto - per la mia altrettanto
involontaria invadenza nel suo privato.
Mi perdoni se sono stata indiscreta ma lei mi incuriosisce per le sue argomentazioni e per lo stile, quanto meno
insolito, con cui le espone.
Cercherò in futuro di essere saggia, prendendo a esempio Focione che lei ha citato e che conosco, seppure in
maniera alquanto vaga, mentre...'Polieucto di Sfetto, chi era costui??' Ammetto la mia totale ignoranza e le sarò
grata se sarà così gentile da darmi notizie su di lui.
La ringrazio per la sua cortesia e la leggerò sempre con interesse.
,
Postato da: Santhippe il: 31/03/2008 18:15
Le variabili di Chiafura
Santhippe che disserta di tautologie matematiche!!
Giampy che s'erudisce della "mia" semantica creativa!!
Complimenti ad entrambi; è veramente un piacere leggervi. Il patrimonio culturale di Sciclinews non ha eguali nel panorama dell'informazione della nostra provincia. È proprio questo a fare la differenza nell'offerta editoriale on line di Peppe Savà. Il Moderatore ne è consapevole, quasi quanto il contatore di accessi al suo giornale, che di girare non smette mai.
Gente, io sorrido sempre. Così come sorrido adesso di Santhippe, che scrive "Jungi" e manco sa cos'è!!! Glielo spiegheremo comunque.
L'articolo parlava di dislessia, della difficoltà di leggere e scrivere, dell'approccio sbagliato degli insegnanti che corrono per soddisfare i programmi e non aspettano i "ritardatari". Abbiamo parlato di tutto fuorchè dell'argomento. Non abbiamo fatto una bella figura nei confronti di quei genitori che, leggendoci, avrebbero voluto capire di più sulla dislessia. Credo che Focione non soffrisse di tale problema..
La politica: scendo in campo (al fianco di chi?) solo perchè scrivo delle iperboli non equilatere della sinistra? E le parabole evangeliche del centrodestra? le scordiamo? Scrivendo queste cose nei commenti non fate onore alle vostre intelligenze.
Rinnovo i miei complimenti a quel Focione stimatissimo di Giampy (ecco un cattivo
esempio di "equivoche buche") ed alla bella Santhippe, cittadina onoraria della nostra Scicli.
A voi tutti, buona settimana
Postato da: Socrathe il: 31/03/2008 10:36
Focione e il pelo nell'uovo
Gentilissima,
Non faccio un torto alla sua acutezza quanto un favore ai lettori più distratti se chiarisco che per una manciata di informatici secondi il mio post è arrivato dopo il suo: l’ho scritto senza poter immaginare che qualcuno mi stesse rispondendo in maniera tanto simpatica, competente ed esaustiva.
Seguito osservando – ma naturalmente è soltanto una mia personalissima opinione di nessun effetto sulle cose del mondo - che vorrei insistere, almeno debolmente, nel sostenere che per una manciata di virgole interposte fra i due significanti la tautologia è divenuta teratologia.Cioè cosa che somiglia, ma e perciò non più tautologica è.
Chissà, in certi casi, viene di cercare il pelo nell’uovo, ma perché poi.Magari dipende dal contesto.
Lei mi chiede se facciamo lo stesso mestiere… io mi riservo di non rispondere, perché questo è il bello di sciclinews. Le cose che scrivo qui le dico in pubblico e le scrivo altrove, ma se tanti dovessero non avere dubbi sul mio nick, non ci sarebbe più alcun piacere!
Però Lei si è sbilanciata e così non mi pare cortese rimanere in silenzio ermetico. Le dirò, che da ragazzo, a scuola, scrivevo in maniera complicatissima, le ragioni ci sono, mi piace sempre ricordarle quando capita l’occasione, ma non credo interessino i pazienti lettori di Siclinews.
Ora, se scrivessi ancora così sarei rimasto a zappare la terra (lo dico, però, con rispetto, sapendo che per zappare la terra esistono almeno 15 forme diverse di zappa e che occorre arte e maestria per utilizzarle al massimo dell’efficacia).
Per il mestiere che faccio cerco di emulare Focione, che Polieucto di Sfetto reputò più potente di Demostene, ma solo perché il tempo non deve scorrermi senza concludere e la carta da riempire per mostrare i risultati del mio lavoro deve essere quanto più breve.
Posso chiedere di non chiedere di più senza mancarle di garbo?
Postato da: Giampi da Jungi il: 30/03/2008 23:51
Le tautologie della mente
L'erudizione sta all'allegria e alla tristezza come i cavoli alle patate (tanto per rimanere nell'ambito della matematica)
Postato da: Un uomo libero. il: 30/03/2008 23:09
coniugazioni creative
Tutto è nato dal fatto che non riuscivo proprio a ravvisare, in "repertorio lessicale", quella ...
"Proposizione in cui il predicato non fa che ripetere quanto già espresso dal soggetto".
Stimolato dalle “equivoche buche” e dal “fuori strada” (è colpa mia se giusto caso sono un appassionato di una forma ecologica di fuori strada?) ho provato anch’io a seminare un po’ di stranezze nelpost.
Un piccolo innocuo esperimento: volevo vedere se quelle ambiguità capaci di condurre il lettore a testa in giù nelle equivoche buche sono apprezzate solo se vi cascano gli altri.
Nonostante avessi chiesto lumi linguistici al moderatore, qualcuno si è precipitato al posto suo tanto da ritrovarsi nel fosso come nella mitica canzone di Baglioni.
Il “fuori strada” è uno sport e come ogni sport deve essere condiviso. Se si prova soddisfazione a vedere qualcuno disorientarsi nelle ambiguità, quando avviene il nostro turno dobbiamo saper sorridere ugualmente, no?
L’erudizione, se non è accompagnata dalla sportività, è cosa triste. Meglio sorridere, e all’infinito presente.
PS: inconsapevolmente, non facciamo altro che avere le elezioni in testa: passata l'epoca della finanza creativa, sarà arrivato il tempo della semantica?
Postato da: Giampi da Jungi il: 30/03/2008 21:45
per giampi da jungi
Egregio signor Giampi,
avrei già voluto scriverle mentre, riempiendo di virus il mio povero pc, leggevo il suo intervento
sulla ineffabile Signora Santanchè, avendo trovato piuttosto interessante il suo commento.
Non l'ho più fatto,ma ne approfitto ora rispondendo ad una sua richiesta sulla controversa 'tautologia'
dell'articolo di Socrathe, dal momento che interpellava anche qualche esperto di passaggio.
Dunque, dico modestamente la mia: lei prende le mosse dalle mostruosità semantiche per domandarsi
dove possa mai reperirsi la tautologia nel succitato articolo...
Posso convenire con lei, a guardarlo superficialmente, che la ripetizione dei termini non sembri così
evidente...tuttavia analizziamo le due parole: il 'repertorio semantico' di ogni individuo non è altro che
il suo abituale vocabolario lessicale... ed ecco quindi che salta fuori questa benedetta tautologia.
Del resto la definizione di tale termine nella logica matematica recita come segue: insieme di proposizioni
connesse in cui la validità dei legami non può essere messa in dubbio.
E vogliamo per caso mettere in dubbio che ci sia un nesso logico tra vocabolario e repertorio semantico?
Infine una curiosità: io sono una insegnante...lei è per caso un mio collega?
La saluto cordialmente
Postato da: Santhippe il: 30/03/2008 21:39
Semantica
questo è il link per la sottoscrizione online della petizione per una sollecita approvazione della legge che riconosce la Dislessia come disturbo presente in molti alunni delle scuole italiane: http://www.petitiononline.com/amicar01/petition.html
contribuiamo anche noi. _________________________
Prima di parlare di tautologie o semantica creativa dovremmo imparare a coniugare i verbi al presente indicativo.
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Buona Domenica a tutti Postato da: Socrathe il: 30/03/2008 17:56
teratologia
Mi si scusi, le teratologie semantiche non sono il mio campo, ma non vedo la tautologia. Posso esserne spiegato?
Per non scomodare l'autore, potrebbe farlo il moderatore o qualsivoglia esperto?